Paura e incertezza in azienda: come gestirle con intelligenza emotiva

La paura, l’incertezza sul futuro e la perdita di controllo

Oggi ti parlerò dell’emozione primaria più antica e certamente, tra le più intense: la paura.

La parola “paura” nasce dalla radice indoeuropea pat– che significa letteralmente percuotere e in senso figurato incutere timore, atterrire, e che infatti ritroviamo nel greco παίω (paio) = io percuoto, e nel latino paveo (prima ancora patveo) = sono percosso, sono abbattuto.

E già l’etimologia racconta tanto di questa emozione così potente: dalle piccole alle grandi cose, a chi non è mai capitato di essere letteralmente percosso da una sensazione, colpito in modo spiacevole da una situazione, reale o addirittura soltanto immaginata?

E al lavoro?

Ti sarà sicuramente capitato diverse volte, in azienda, di sentire di non avere il controllo su una certa situazione e di essere costretto a fare delle scelte che mai avresti fatto in altri tempi e scenari; di aver programmato degli obiettivi, definito la strategia da seguire, motivato e determinato nel perseguire e realizzare la tua visione di crescita aziendale, salvo poi dovervi rinunciare, perché ti sei visto costretto a cambiare i piani o subire una battuta di arresto per imprevisti che proprio non avevi potuto mettere in conto.

E allora, cosa hai provato? Molto probabilmente anche tu hai sperimentato abbattimento, sconforto, panico, ansia, confusione. Sono tutte conseguenze dell’intenso stato emotivo attivato dalla paura e, nello specifico, dalla paura di non avere controllo su un futuro che appare ancora più incerto.

Tentate soluzioni: come solitamente reagiamo alla paura

E allora cosa posso fare? Mi lascio sovrastare da questa percossa così intensa?

Sì, ho troppa paura. Scappo, ma dove?
L’incertezza è alta, non so che fare; mi fermo e aspetto il divenire delle cose.
Cosa sarà mai? Sembra tutto troppo esagerato, il problema non è poi così grave, continuo normalmente la mia vita come niente fosse; meglio far finta di niente e andare avanti.
Il problema c’è ma io sono più forte: inizierò un braccio di ferro in una sfida, anche a costo di combattere sul terreno sbagliato.
Fuga, blocco, negazione, attacco: ecco i nostri tentativi inconsapevoli di reagire alla paura. Tentativi che però indichiamo come tentate soluzioni, perché ci danno la sensazione di risolvere i problemi, anche se nella realtà contribuiscono a potenziarli.

Infatti, quando mettiamo in atto questi tentativi, nella sostanza non solo non modifichiamo la situazione, ma anzi contribuiamo ad accrescere le sensazioni di perdita di controllo e incertezza, perché non le stiamo gestendo con consapevolezza emotiva.

In questi casi, solitamente inneschiamo un circolo vizioso di tentate soluzioni, in cui, quando ci accorgiamo che un tentativo non ha funzionato, passiamo a quello successivo: scappiamo, ci blocchiamo, neghiamo, sfidiamo, salvo renderci conto a un certo punto che, nella migliore delle ipotesi, siamo rimasti – emotivamente e concretamente – più o meno al punto di partenza.

In quali altri modi possiamo gestire la paura

Per rispondere alla domanda “Come posso gestire in modo più funzionale la paura?”, occorre una premessa: la paura è umana e, come ogni altra emozione, ci riguarda perché ha un messaggio da comunicarci. Tutto sta nel ricordarsi che anche noi siamo umani e, in quanto tali, non possiamo – non dovremmo mai – combattere la paura come un nemico, ma comprendere il messaggio che è venuta a portarci e… farne buon uso.

Su questa premessa, è umano porsi domande come:

-Come faccio a dormire se non so quanto durerà questo problema?
-Come faccio ad affrontare il mercato, che già normalmente è sempre più competitivo e veloce?
-Come faccio a non perdere fatturato?
-Come faccio a non perdere la mia azienda che fortemente ho voluto sacrificando tutto?
Sta a te scegliere come rispondere a queste domande, ovvero scegliere se soccombere al panico e all’ansia, oppure gestire in modo funzionale le tue preoccupazioni, le tue incertezze sul futuro, la tua sensazione di aver perso il controllo.

La paura, infatti, ti spinge comunque a prendere delle decisioni. E hai tu il potere di scegliere quali siano queste decisioni: del resto, non puoi scappare, aspettare, negare o attaccare per sempre.

Anch’io ho avuto paura, ho temuto le stesse cose che abbattevano te.

Nella mia carriera ho affrontato situazioni di crisi economica, cassa integrazione, licenziamenti di massa, perdite di commesse, perdite di fatturato; e la cosa più pesante era sempre dover affrontare la delusione delle persone alle quali comunicare che dal giorno seguente non avrebbero più avuto un posto di lavoro.

A quei tempi non avevo gli strumenti per esercitare la mia intelligenza emotiva, perciò il modo in cui mi comportai nelle diverse situazioni fu una reazione istintiva più che una scelta consapevole. Fu anche improvvisazione, un’altra reazione su cui non sempre si può fare affidamento: a quel tempo, con qualcuno mi andò bene, ma con qualcun altro sarebbe andata decisamente meglio se solo avessi saputo come usare la mia intelligenza emotiva.

Intelligenza emotiva nello scenario attuale

Oggi, la situazione è completamente diversa. Negli anni, lavorando su me stessa e sulle mie abilità, ho scoperto lo straordinario valore dell’intelligenza emotiva nei suoi molteplici ambiti di applicazione, tra cui proprio il business.

Oggi, a livello globale, le nostre aziende stanno attraversando un periodo di forte incertezza. Sappiamo che ci sono e ci saranno delle perdite, temiamo di dover licenziare alcune delle persone del team. Siamo dentro una situazione mai vissuta in precedenza.

Anche io, davanti ai primi segnali dell’emergenza, ho avuto paura e mi sono sentita spinta a prendere delle decisioni che avrebbero impattato sul lavoro e sulla vita degli altri. Sul mio team. Solo che, questa volta, a differenza di anni fa, ho fatto una scelta diversa.

Non sono scappata, non mi sono bloccata, non ho negato i problemi, non sono passata all’attacco. Non mi sono abbandonata al panico,all’improvvisazione, all’inconsapevolezza.

Mi sono invece ricordata di essere umana e, questa volta, mi sono concentrata sul comprendere il messaggio della mia paura e l’ho abbracciata, invece di etichettarla subito come nemica.

Perciò ho preso la mia paura e l’ho condivisa apertamente col mio team. In modo autentico, senza sforzarmi di nascondere i miei sentimenti. Ho mostrato la mia paura e, mentre la condividevo, ho scoperto anche la mia determinazione a salvare il salvabile, ad ancorare la nave per non farla affondare, per limitare i danni. Ho parlato delle mie paure, delle incertezze e delle preoccupazioni come si dovrebbe parlare di ogni altra emozione: col cuore in mano.

Nel fare questo, ho esercitato la mia intelligenza emotiva.

E ho scoperto un team disposto a fare la sua parte, a rispondere con responsabilità e fiducia alla necessità di resistere al crollo e alla volontà di cogliere ogni singola opportunità tra le onde del cambiamento.

Emozioni e cambiamenti come opportunità di crescita

Ecco che la paura stessa può diventare un’opportunità: opportunità di esplorare parti di noi che non conoscevamo ancora, di trovare soluzioni creative a cui non avevamo ancora pensato, di condividere le nostre emozioni e spesso sorprenderci a scoprire che non siamo i soli a provarle.

Perché il punto è che tutti proviamo paura, coi suoi diversi gradi d’intensità. Non c’è età. E non c’è neppure una scala di importanza, perché quello che fa paura a te può anche non essere spaventoso per qualcun altro ma non per questo ha meno valore.

Non esiste alcuna formula magica che faccia sparire la paura, ma è necessario attivare e sfruttare la tua intelligenza emotiva per capire come trarre vantaggio anche da questo tipo di emozione.

E allora, ecco cosa potrebbe essere molto utile per te in questo periodo.

Comprendi e abbraccia la tua paura: quale messaggio ti sta comunicando? Quali bisogni e desideri sta lasciando emergere?
Accetta la situazione. Accetta di non avere un controllo diretto su di essa, che il passato è modificato, che i tuoi piani hanno subito dei cambiamenti che non dipendono da te, ma che c’è una piccola area nella quale puoi sempre fare qualcosa.
Consapevolizza le tue risorse, quelle che ti hanno fatto arrivare dove sei oggi, quelle che in qualunque momento potrai di nuovo mettere in campo per conquistare la posizione che vuoi, che desideri ottenere.
Coinvolgi le persone che lavorano con te, spronale a tirare fuori le loro competenze e potenzialità, perché la tua azienda è nella sostanza fatta del valore delle persone che lavorano con te: i numeri sono replicabili, le persone no.
Aggiungi sempre ottimismo e fiducia, sono la benzina della motivazione tua e del tuo team!
Che tu sia leader, genitore, collaboratore o studente, quando hai paura, ricordati che sei umano anche tu. E allora accendi la luce nel tuo cuore e nella tua mente, osserva le tue emozioni, accoglile e usale con consapevolezza, ottimismo e proattività, come alleate per focalizzare ciò che è importante per te e coltivare le relazioni per te significative.

La paura tornerà sempre, sotto varie forme, in molti momenti della vita: utilizza ogni cambiamento come opportunità per accrescere la tua intelligenza emotiva e la tua capacità di essere pronto ad affrontarla.

Articolo a cura di Rosanna Silenti